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Collaborazioni e Fisco

Direttamente dal Ministero delle Finanze, dall'Agenzia delle Entrate, le risposte ai quesiti più frequenti. Oneri deducibili, interessi sui mutui, detrazioni. Ecco quello che riguarda le novità per le collaborazioni coordinate e continuative.
Redditi derivanti dall'utilizzazione economica di opere dell'ingegno
I redditi di lavoro autonomo derivante dall'utilizzazione economica di opere dell'ingegno da parte dell'autore non conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali (art. 49 comma 2, lettera b) del DPR 917/86), dichiarati fino all'anno scorso nel rigo RE 29, continueranno ad essere dichiarati allo stesso modo o, a partire dal 2001, saranno ricompresi tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente alla luce delle modifiche relative alle collaborazioni coordinate e continuative apportate con legge dell'11 novembre 2000, n. 342?
L'articolo 34 della legge 11 novembre 2000, n. 342, tramite l'inserimento della lettera c-bis) nell'articolo 47 del TUIR e la soppressione di alcune disposizioni, ha modificato il regime fiscale delle collaborazioni coordinate e continuative in precedenza assimilate dalla lettera a) dell'articolo 49, ai redditi di lavoro autonomo. Tali modifiche non hanno interessato la lettera b) dell'articolo 49 del Tuir concernente i compensi derivanti dall'utilizzazione di opere e invenzioni tutelate dalle norme sul diritto d'autore. Tali compensi pertanto continuano a costituire redditi di lavoro autonomo.
Contributo previdenziale
Il contributo previdenziale a carico del collaboratore è deducibile dalla base imponibile per il calcolo dell'IRPEF?
Ai fini della determinazione della base imponibile da assoggettare a tassazione occorre rifarsi alle previsioni contenute nell'articolo 48 del TUIR relativamente alla determinazione del reddito di lavoro dipendente. In particolare, tale disposizione stabilisce che i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza di disposizioni di legge non concorrono alla determinazione del reddito. Ne deriva che anche la quota parte del contributo previdenziale a carico del lavoratore non concorre alla formazione della base imponibile IRPEF.
Indennità di trasferta e rimborso spese
Per determinate categorie di collaboratori, come ad es. gli amministratori di società, spesso non viene contrattualmente determinata la sede di lavoro. In tale ipotesi, ai fini del trattamento tributario delle indennità percepite per le trasferte e dei rimborsi spese si può far riferimento alla residenza dei collaboratori, come nella previgente disciplina?
Per il trattamento fiscale applicabile alle indennità di trasferte e rimborsi spese corrisposti ai collaboratori coordinati e continuativi, occorre fare riferimento, così come per quelli corrisposti ai lavoratori dipendenti, alla disciplina contenuta nell'articolo 48, comma 5, del TUIR. In particolare, tale norma considera trasferta la prestazione dell'attività lavorativa resa fuori dalla sede di lavoro. Tale sede è determinata dal datore di lavoro ed è generalmente indicata nella lettera o contratto di assunzione. Tuttavia per alcune attività di collaborazione coordinata e continuativa non è possibile, in virtù delle caratteristiche peculiari della prestazione svolta determinare contrattualmente la sede di lavoro né identificare tale sede con quella della società. In tale ipotesi, ai fini dell'applicazione del quinto comma dell'articolo 48 del TUIR occorre far riferimento al domicilio fiscale del collaboratore. Tale criterio può essere utilizzato ad esempio per gli amministratori di società o enti sempre che dall'atto di nomina non risulti diversamente individuata la sede di lavoro.
Compensi corrisposti in unica soluzione
Nell'ipotesi di compenso erogato in unica soluzione ma riferito a più mensilità come devono essere calcolate le ritenute?
La ritenuta sui compensi corrisposti ai collaboratori coordinati e continuativi, come per i lavoratori dipendenti, è operata per periodi di paga (semestre, bimestre, mese, quindicina, settimana, giornata) qualora il compenso dell'attività sia periodico. Il sostituto d'imposta sarà tenuto ad applicare la ritenuta sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito, ragguagliando le stesse al periodo di paga. Si può però verificare che non vi sia un periodo di paga ma sia previsto un solo pagamento; in tale ipotesi la ritenuta deve essere applicata all'atto del pagamento del compenso sull'intero ammontare, senza necessità di operare alcun ragguaglio per determinare gli scaglioni di riferimento.
Compensi corrisposti nel 2001 per prestazioni rese nell'anno 2000
Quale normativa si applica in caso di compensi erogati nel 2001 ma relativi a prestazioni di competenza del 2000 o di anni precedenti?
I compensi erogati nel corso dell'anno 2001, ancorché riferiti a prestazioni rese in precedenti periodi d'imposta, sono disciplinati dalle nuove regole dettate per le collaborazioni coordinate e continuative. Pertanto, in applicazione del principio di cassa, tali compensi devono essere interamente imputati al reddito complessivo del periodo d'imposta in cui vengono percepiti. In applicazione della nuova disciplina, a partire dal periodo di imposta 2001 anche ai collaboratori coordinati e continuativi si renderà applicabile il cosiddetto "principio di cassa allargato", che considera percepiti nel periodo d'imposta anche i compensi corrisposti entro il 12 gennaio dell'anno successivo. Pertanto i compensi corrisposti, ad es., entro il 12 gennaio dell'anno 2002 parteciperanno alla formazione del reddito imponibile per il periodo d'imposta 2001. I compensi percepiti entro il 12 gennaio dell'anno 2001 e relativi a prestazioni rese nel corso dell'anno 2000, invece, concorreranno alla formazione della base imponibile per il periodo d'imposta dell'anno 2001 e dovranno essere ricondotti alla categoria dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. La nuova disciplina, che prevede l'assimilazione al reddito di lavoro dipendente dei compensi percepiti dai collaboratori trova, infatti, applicazione a partire dall'1 gennaio 2001.
Detrazioni
In relazione ad un compenso erogato ad un collaboratore nell'anno 2001 per prestazioni rese nell'anno 2000 quali sono le detrazioni da applicare: quelle relative al periodo d'imposta 2001 o al periodo d'imposta 2000?
In applicazione del principio di cassa i redditi concorrono alla formazione della base imponibile da assoggettare ad imposizione nel periodo d'imposta in cui vengono percepiti. Ciò comporta l'applicazione, ai fini del calcolo dell'imposta dovuta, di tutte le disposizioni vigenti al momento di percezione del reddito stesso e pertanto nell'ipotesi di redditi corrisposti nel corso dell'anno 2001, se pur relativi a prestazioni rese nel corso dell'anno 2000, le detrazioni spetteranno nella misura prevista per l'anno 2001, ma andranno rapportate al periodo di durata del rapporto sia pure intercorso nell'anno 2000. Tali principi sono già stati affermati con la circolare n. 3 del 9 gennaio 1998, nella quale si è precisato che le detrazioni competono nell'anno in cui sono assoggettati a tassazione i redditi per i quali le stesse sono concesse. Naturalmente, resta fermo il principio per cui le detrazioni possono competere per un periodo massimo di 365 giorni per ogni periodo d'imposta; di conseguenza, ove il rapporto di collaborazione prosegua per tutto l'anno 2001, non possono essere considerati i periodi prestati nel 2000. Considerato che il collaboratore potrebbe intrattenere più di un rapporto, si intuisce come sia opportuno da parte del sostituito comunicare ad uno dei sostituti d'imposta le detrazioni spettanti, ai fini della corretta attribuzione delle detrazioni stesse. In tale ipotesi, si fa presente che nell'individuazione del numero dei giorni per i quali spetta la detrazione quelli compresi in periodi contemporanei vanno computati una volta soltanto.
Caratteri distintivi delle collaborazioni coordinate e continuative
Quali sono i caratteri di un incarico che si concretizza in attività manuali affinché questo possa rientrare nella sfera delle collaborazione coordinate e continuative e non nel lavoro subordinato?
I caratteri distintivi delle collaborazioni coordinate e continuative sono: la continuità nel tempo della prestazione lavorativa, la coordinazione che si realizza attraverso l'inserimento funzionale del parasubordinato nell'organizzazione economica, nonché la mancanza del vincolo di subordinazione proprio del lavoro dipendente. Tale ultima caratteristica consiste nel non assoggettamento del lavoratore al potere organizzativo, gerarchico e disciplinare del datore di lavoro. Nell'ipotesi in cui sussistono tali caratteri distintivi tali incarichi potranno rientrare nell'ambito dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa anche se si concretizzano in attività manuali ed operative. L'attuale previsione normativa, infatti, non prevede più tra i caratteri essenziali della collaborazione coordinata e continuativa la natura intrinsecamente artistica o professionale della prestazione resa.
Premi corrisposti per l'assicurazione contro infortuni e malattia
Qual'è il trattamento fiscale del premio INAIL che già dal 2000 è stato imposto per le collaborazioni nella misura di due terzi a carico del committente e di un terzo a carico del prestatore?
Ai fini della determinazione della base imponibile da assoggettare a tassazione occorre rifarsi alle previsioni contenute nell'articolo 48 del TUIR relativo alla determinazione del reddito di lavoro dipendente. In particolare, tale disposizione stabilisce la non concorrenza alla determinazione del reddito dei contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza di disposizioni di legge. Si chiarisce che i premi corrisposti per l'assicurazione dei lavoratori parasubordinati in ottemperanza alle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 23 febbraio 2000, n. 38, rivestono la natura di contributo assistenziale in quanto volti a garantire il lavoratore parasubordinato nell'ipotesi di infortunio o malattia. Peraltro la natura assistenziale dei premi in parola è già stata riconosciuta per i lavoratori dipendenti con la circolare n. 326/E del 23 dicembre 1997, che ha chiarito che i premi relativi ad assicurazioni per infortuni professionali sono esclusi da tassazione. Pertanto si ritiene che il premio rimasto a carico del collaboratore che è pari ad un terzo del premio complessivo dovuto non concorre alla formazione del reddito complessivo del lavoratore parasubordinato.
Addizionali IRPEF
Quali sono le modalità di applicazione delle addizionali IRPEF sui redditi di collaborazione coordinata e continuativa nel caso di compenso corrisposto in un'unica soluzione?
L'inquadramento dei redditi di collaborazione coordinata e continuativa tra i redditi assimilati al lavoro dipendente comporta l'applicabilità delle modalità di tassazione previste per questi ultimi anche con riferimento alle addizionali IRPEF. Pertanto, l'addizionale dovuta sarà determinata dal sostituto, in sede di conguaglio, al termine del periodo d'imposta. Il relativo importo sarà trattenuto con il meccanismo di rateazione consentito dalle cadenze di pagamento dei compensi del periodo successivo, e comunque non oltre novembre. Qualora il compenso sia stato corrisposto in unica soluzione, ma non si configuri la cessazione del rapporto, il sostituto, dopo aver determinato l'addizionale, procederà a trattenere il relativo importo dai compensi del periodo successivo, in unica soluzione o ratealmente, a seconda delle modalità di pagamento dei compensi stessi. Si precisa che, qualora la corresponsione del compenso in unica soluzione sia consequenziale alla cessazione del rapporto, il sostituto procederà all'atto del pagamento ad effettuare le trattenute. Resta ferma la possibilità di accordi diversi tra il sostituto e il sostituito.
Operazioni di conguaglio
Il soggetto titolare di più rapporti di collaborazione coordinata e continuativa può chiedere ad uno solo dei sostituti d'imposta di effettuare le operazioni di conguaglio finale?
Il soggetto titolare di più rapporti di collaborazione coordinata e continuativa può certamente avvalersi della procedura prevista dall'art. 23, comma 4, del DPR 600/73, ossia richiedere ad uno solo dei sostituti di tenere conto, in sede di conguaglio di fine anno, anche degli altri redditi erogati allo stesso titolo da altri sostituti. Infatti, l'inquadramento dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nell'ambito dell'art. 47 del TUIR determina l'applicazione delle disposizioni previste dall'art. 24 del DPR 600/73 in materia di ritenute sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Tale articolo, al comma 1, ultimo periodo, prevede l'applicabilità, in quanto compatibili, di tutte le disposizioni dell'art. 23, stesso testo, e, in particolare, dei commi 2, 3 e 4.
Altri approfondimenti sul sito del Ministero

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