Astrologia e percorso evolutivo

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Immagine Attualità

Libera il cavaliere che c'è in te
Incontra i Cavalieri di San Valentino
di Vincenzo Masini


Immagine I Cavalieri di San Valentino nascono nella notte tra il 13 e 14 febbraio 1995. Un Ordine Cavalleresco la cui sola regola di appartenenza è che "Cavaliere di San Valentino è colui che sa già di esserlo" perché partecipa ad una visione attiva, solidaristica ed ottimista del mondo e della realtà. Perché vive la tenerezza e la sensibilità, perché è innamorato della vita, dell'amore, di una donna, di un uomo, di un ideale, di un tramonto, di un sentimento.

I Cavalieri di San Valentino sono nati come espressione dei giovani che partecipano a "gruppi di incontro" organizzati nelle scuole, nei quartieri e nelle associazioni dal progetto "Prevenire è possibile". Prevenire significa proporre momenti attraverso i quali si trasmettono vissuti, emozioni, sentimenti positivi in cui riconoscersi.
La Regola dei Cavalieri di San Valentino
Sette passi per trovare l'armonia della vita
Questa prima regola dei Cavalieri di San Valentino è un itinerario educativo che prende le mosse dal fatto di aver scoperto e liberato il cavaliere che vive dentro ciascuno di noi. L'idea nascosta in "libera il cavaliere che c'è in te" sottintende la necessità di non vergognarsi dei propri sentimenti, delle cose positive che sono racchiuse in ciascun uomo e del fatto di credere in alcuni valori importanti per la vita. (…) Nella formula di appartenenza ai Cavalieri di San Valentino si dice che "Cavaliere di San Valentino è colui che sa già di esserlo perché partecipa ad una visione attiva, solidaristica ed ottimista del mondo e della realtà. Perché vive la tenerezza e la sensibilità, perché è innamorato della vita, dell'amore, di una donna, di un uomo, di un ideale, di un tramonto, di un sentimento". Dunque un innamoramento inteso non in senso tradizionale, ovvero l'innamoramento dell'altro all'interno della coppia, ma un sentimento che è possibile vivere come stato e tensione interiore nelle occasioni più diverse della vita. Aver dichiarato a se stessi ed agli altri, con un biglietto o a parole, di essere Cavaliere di San Valentino è l'inizio di un'avventura autoeducativa fatta di piccole tappe successive; con queste tappe il cavaliere vince i suoi difetti e modifica i copioni di comportamento di cui è prigioniero imparando a vivere da uomo con equilibrio di sentimenti e capacità di gestione delle emozioni della vita. Questi primi sette passi servono per liberare dalla confusione e dal risentimento per trovare pace, dalla ricerca di piacere per scoprire la pienezza dell'innamoramento, dalla dipendenza per trovare la libertà, dalla superbia per diventare umili e sapersi perdonare, dalla vergogna per sperimentare autostima, dalla volubilità e incoerenza per imparare ad essere responsabili e dalla pigrizia per gustare lo slancio d'amore e l'impegno.
Primo passo: il luogo della pace e del silenzio
Chi sia stato nominato Cavaliere di San Valentino deve, appena giunto a casa, trovare il suo angolo di riflessione. (…) Nel suo "posto del silenzio" il Cavaliere dovrà recarsi di tanto in tanto specialmente quando si sente in crisi rispetto alle sue scelte ed ha bisogno di guardarsi dentro. (…) Naturalmente non esiste un "posto del silenzio" ottimale poiché la serenità di un luogo è determinata dallo spirito di chi lo frequenta quindi, dopo alcuni cambiamenti, sarà bene accontentarsi del posto trovato ed iniziare a migliorarlo con il proprio silenzio interiore. Il tale "posto del silenzio" il Cavaliere deve nascondere il suo distintivo, considerandolo come un piccolo tesoro da indossare solo nelle occasioni appropriate. Il "posto del silenzio" ed il nascondiglio del distintivo sono l'unico segreto di un Cavaliere di San Valentino che, per ogni altra cosa, deve esprimere il massimo di trasparenza possibile. Potrà mostrare posto e distintivo ad un altro Cavaliere rispettando insieme a lui la regola del silenzio. In tale occasione potrà essere vissuta una profonda intimità più forte dell'imbarazzo e del senso di ridicolo che ambedue i cavalieri sentiranno emergere dentro di sé. Per questo il Cavaliere dovrà essere particolarmente prudente: l'intima tenerezza è un sentimento talmente sottile e delicato da essere irrimediabilmente distrutto dalla derisione e dalla grossolaneria. Se un cavaliere non è in grado di compiere con umiltà e decisione questo primo passo perché assalito da dubbi e indecisioni o perché si sente troppo adulto per un gesto così infantile è bene che interrompa l'itinerario fin dal primo passo. Potrà sicuramente realizzare molte altre cose più importanti e impegnative ma la via cavalleresca alla pace interiore non è la sua Chiamata.
Secondo passo: 99 aggettivi positivi dell'innamoramento
Essere innamorati è la regola interna per il Cavaliere di San Valentino: egli può intraprendere un'impresa solo se sente di essere "innamorato" di quella realizzazione o, meglio, se riesce ad accendere dentro di sé l'innamoramento. Ci si può innamorare di una fatica, di un sacrificio, di un impegno, di un sogno, di un desiderio, e si può essere fedeli solo se ci si innamora della fedeltà a ciò in cui si crede. La regola dell'innamoramento ha il suo senso profondo nel fatto che le realizzazioni dei Cavalieri di San Valentino sono possibili solo se nei Cavalieri che le intraprendono è accesa la potenza dell'innamoramento. (…) Solo chi sceglie di non aver paura di vivere felice è in grado di compiere questo secondo passo. Altrimenti sarà trattenuto dalla paura e dalla sfiducia che spinge verso il controllo ed il dominio sull'oggetto (persona, gruppo o impresa) del suo innamoramento. Giungerà a possedere il controllo ma perderà l'innamoramento. (…) Il Secondo passo della Regola pone l'obbligo di sentirsi innamorati, di fa crescere l'innamoramento dentro di sé e di verificarlo mediante l'attribuzione alla persona o all'impresa di cui il cavaliere si sente innamorato di 99 aggettivi positivi e veritieri. Per verificare la qualità e la potenza del suo innamoramento, per farlo crescere e viverlo pienamente il Cavaliere di San Valentino dovrà pazientemente elencare i 99 aggettivi positivi ed ascoltare dentro di sé la progressiva crescita di potenza e intensità del suo sentimento. Se non riesce ad elencarli significa che stava inseguendo una chimera ed è bene che non si esponga a fallimenti. Se non ritiene utile elencarli perché tale fatica rappresenta una perdita di tempo non avrà superato il secondo passo della Regola.
Terzo passo: il gruppo di incontro
Fin qui si è parlato dell'oggetto dell'innamoramento in modo neutro: "oggetto" dell'innamoramento può essere un'idea, un obiettivo da realizzare o un progetto da costruire. Ma l'innamoramento più tipico è quello rivolto verso l'altra persona. Ed è su questo che i Cavalieri di San Valentino debbono esprimere il massimo della loro originalità ed autenticità, uscendo dai luoghi comuni e dicendo ai giovani la verità che conoscono sull'amore. La prima scoperta che siamo riusciti a far condividere ed a far circolare è "l'innamoramento di gruppo". Un innamoramento di gruppo trascurato e diventato atipico nei contemporanei modi di vivere. Questo tipo di innamoramento con le sue infinite sfaccettature è stato riscoperto nei gruppi ed è il contenitore, la coppa, il cui si amalgamano e si incontrano sentimenti, qualità e personalità di diversi uomini. Non è possibile pensare al gruppo unicamente come un luogo di lavoro, di studio o di divertimento, come un gruppo di animazione o di formazione dimenticano che il gruppo è il crogiolo delle essenze umana nell'affratellamento. (…) Il Cavaliere infatti deve rifuggire la solitudine e tendere a consolidare la conoscenza ed i legami con altri uomini. "Per caso ci si incontra e si diventa amici, ma non si resta amici per caso". (…) È importante rammentare poi che un gruppo è, come minimo, formato da tre persone. Due sole sono una coppia. Se preferirà rimanere oltre il legittimo solo con una o poche persone selezionate non riuscirà ad estendere il confine del suo gruppo e un gruppo che smetta di accogliere e crescere, secca e muore, come del resto ogni cosa nel mondo della vita. Avrà così fallito nel terzo passo.
Quarto passo: aumentare l'energia interna
Il gruppo è il luogo dove attraverso lo scambio crescono le energie di tutti i membri. Il Cavaliere di San Valentino deve però imparare a caricarsi ed aumentare la sua energia interna anche da solo. Non è giusto infatti ricorrere agli stimoli ed alle emozioni ricavandole esclusivamente dalla realtà esterna. (…) Il Cavaliere di San Valentino deve imparare a concentrarsi e rendere sempre più potente la sua motivazione interna. Per aumentare la sua carica interna il Cavaliere deve dapprima imparare a chiudere i buchi attraverso cui perde energia e motivazione; frasi mentali come "è inutile, non ce la faccio!" o come "ma chi ne ha voglia!", "ma chi me lo fa fare!" debbono essere cancellate con cura dal suo vocabolario e sostituite con la frase "Ma lo voglio davvero?", o, meglio, "Qual'è il mio vero desiderio?". Diventare semplici significa andare al centro delle questioni, separando l'essenziale dal superfluo. Tutti sono capaci di essere complicati, molto pochi sono in grado di essere semplici. Dovrà poi esprimere a se stesso ed agli altri del suo gruppo o, più genericamente, ai suoi amici i suoi autentici desideri esprimendoli con chiarezza. Esprimere i desideri porta ad innamorarsene sempre più ed a coltivarli dentro di sé per essere pronti a cogliere al volo le occasioni pere realizzarli. "Far la punta" ai desideri ed ai sogni rendendoli aguzzi è indispensabile per caricarli di forza e renderli penetranti nella concretezza della realtà.
Quinto passo: baciare le proprie ferite
Il dolore è parte della vita ed un importante traguardo per il Cavaliere di San Valentino è quello di diventare un uomo che sa sopportare il dolore. Quando un dolore, fisico o psichico, ci assale diventa il centro della nostra attenzione e semina confusione interna e paura di sperimentarlo ulteriormente; mentre disordinatamente si alzano tutte le difese, l'agitazione per il tentativo di allontanarlo e rimuoverlo peggiora la situazione. Per reggere il dolore è necessario un altro procedimento: ascoltare il punto preciso da cui proviene. Se il dolore è fisico occorre individuare con l'ispezione mentale l'arto o l'organo indolenzito andando lungo il filo del dolore e risalendo fino al suo centro; se il dolore è psichico occorre scavare nelle parti di sé che sono state ferite ed individuarle con altrettanta precisione per comprendere la ragione di tale vulnerabilità senza paura di vederla aumentare al fine di localizzare la trama antica su cui quello specifico dolore si appoggia. Poi, in tutti e due i casi, il Cavaliere deve con umiltà "baciare le sue ferite", accettandole come parte integrante della sua vita e della sua persona, chiedendosi scusa da solo per non essere ancora riuscito a sanarle. (….) L'umiltà di accettarsi feriti tempra ed insegna a sollevare e sostenere, oltre che se stessi, anche altri uomini sofferenti che hanno bisogno di sollievo. Rimuovere o ignorare la propria ferita quotidiana indebolisce progressivamente per l'accumulo e per le possibili degenerazioni.
Sesto passo: avere cura
Agire responsabilmente significa conoscere la concretezza dei risultati delle proprie azioni e delle proprie scelte. Affrontato con responsabilità il mondo non appare più così inspiegabile ed enigmatico, ma più trasparente e comprensibile. Il destino non è più capriccioso ed imprevedibile, ma diventa la risposta di oggi a quanto abbiamo fatto ieri. Il tempo acquista così il suo vero significato: il presente non viene più percepito come un momento piccolissimo attraverso cui il futuro diventa passato e si dilata. Il tempo del presente può essere gestito e vissuto con maggiore armonia ed equilibrio se preso in considerazione per quello che è. Essere responsabili significa "avere cura": svolgere con cura i propri compiti, porre attenzione nei confronti di se stessi, degli altri del mondo. Essere prudenti e non frettolosi. Il Cavaliere di San Valentino deve imparare a conoscere i suoi tempi. Valutare quanto tempo impiega nello svolgere le azioni della vita quotidiana e saper dosare i suoi impegni a seconda delle sue possibilità. (…)
Settimo passo: sapersi separare e saper respingere
La libertà consiste nel saper rinunciare alle proprie dipendenze e saper riconoscere i propri condizionamenti. Diventare liberi richiede l'essere vigili per sapere quali seduzioni o debolezze portano il Cavaliere in qualche prigione. La Regola impone al Cavaliere di San Valentino di fare il possibile per scoprire le prigioni in cui è rinchiuso e di fare l'impossibile pur di riuscire a scappare. Fuggire significa, in molti casi, separarsi da una parte di se stessi e questa rinuncia è molto difficile e dolorosa. Perdere abitudini consolidate, a volte vere e proprie dipendenze o vincoli, perdere addirittura quel copione costantemente recitato che ha prodotto il ripetersi incessante degli stessi errori e delle stesse sofferenze è però un obbligo interno prioritario nei confronti di se stessi. (…) L'esercizio della libertà è fondamentale per il Cavaliere di San Valentino. Proprio perché il prezzo da pagare per liberarsi dai condizionamenti è sempre molto alto egli dovrà con scrupolo esercitarsi alla lunga riflessione prima di intraprendere scelte che lo possono portare, in cambio di poco, a diminuire o perdere la sua libertà.
SAN VALENTINO 2001
Il tema dell'incontro di Cavalieri di San Valentino 2001 sono i sentimenti.

A partire dalla scoperta delle emozioni che scivolano nella corrente del gruppo di incontro siamo arrivati a capire il significato dell'empatia e, attraverso l'empatia, come sia più semplice ed immediato incontrare le altre persone, riconoscerle, provare qualcosa nella mente e nell'anima che immediatamente diventa legame, comprensione, affetto. Ciò dipende dal fatto di vedere sempre nell'altro un essere umano come noi. Siamo però diventati più fragili: da un lato più ricettivi alla sofferenza, dall'altro più vulnerabili alle offese. La crescita personale ha liberato molti da copioni ripetitivi di emozioni, apparentemente riempienti, ma che, alla fine, lasciavano sempre un senso di vuoto e di provvisorietà. Oltre lo schermo delle emozioni abbiamo trovato la radice dei sentimenti e la loro capacità di adagiarsi nelle profondità dell'anima. Dai sentimenti dell'innamoramento i Cavalieri di San Valentino hanno scavato nei primi sentimenti della maternità e della paternità, scoprendo quali virtù e quali disposizioni di animo e di mente sono necessarie per diventare davvero padri e madri, reali o simbolici. (…) Su questa pista di riflessione l'appuntamento di Arezzo intende percorrere un altro pezzo di strada: come difendere i nostri sentimenti dagli attentati che quotidianamente li scuotono o li inquinano?


PROGRAMMA
Sabato 10
Ore 16 Introduzione ai lavori, divisione in gruppi per temi
Ore 20 Cena
Ore 22 Omaggio a San Valentino
Domenica 11
Ore 9 Sintesi delle discussioni dei gruppi
Ore10 Aggiornamento delle attività di "Prevenire è Possibile":
Interventi: La formazione alle famiglie, l'orientamento nella scuola, la gestione assemblee, metodi per l'aggregazione giovanile, il gruppo di incontro in caserma, tipologia di famiglie e affido, i gruppi con i bambini, l'assorbimento su di sé del disagio di un disabile, modi di gruppo in classe e nelle istituzioni, gruppo di incontro all'uscita di una discoteca, i percorsi di uscita dal disagio e dalla tossicodipendenza attraverso vari tipi di lavoro, la ricerca intervento.
Ore 13 Pranzo
Ore 14 Uno spazio per non far nulla e stare un poco insieme prima di partire.
Il vitto e l'alloggio (2 pasti e un pernottamento) a Tregozzano (4 km da Arezzo, in autobus) oscillano dalle 75 alle 100mila a persona.
I posti sono limitati. Per informazioni telefonare ad Emanuela (0347/7544064) o a Giuliana (0338/4245833).

Altro su: www.prepos.it/LA%20REGOLA.htm


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