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Cromoterapia: curarsi e stare bene
di Annarosa Pacini


Immagine La cromoterapia esiste da sempre. Da sempre Greci, Egizi, ma anche indiani e cinesi, hanno usato il "potere" dei colori per recuperare l'equilibrio psicofisico. L'assunto di base è molto semplice: il corpo umano ha un'energia propria, che interagisce con le energie circostanti. Se l'energia vitale del colpo viene alterata, il corpo perde il proprio equilibrio e si ammala. I colori, capaci di vibrare su "frequenze" in sintonia con l'organismo umano, possono aiutarlo a ritrovare l'equilibrio perduto. Secondo la medicina cinese, ad esempio, ogni organo ha una sua particolare frequenza, una sorta di "voce", che può essere identificata con un colore. Il nero è il colore dei reni, nero come l'oscurità in cui, nel ventre materno, si sviluppa l'essere umano, ed impara a riconoscere le vibrazioni che arrivano dall'esterno. Il bianco è il colore dei polmoni: bianco come la luce indivisa, come il cosmo che attraverso la respirazione entra nell'uomo, ed in cui l'uomo entra espirando. Il giallo è il colore della milza, capace di dare energia e stimolare il gusto. Rosso è il colore del cuore, colore della passione e dell'amore. E poiché ogni colore, oltre alla componente fisica, abbraccia una universale dimensione psicologica, ecco che è possibile individuare, a grandi linee, le preferenze secondo il rapporto con l'esterno: gli estroversi scelgono colori freddi come azzurro, blu, viola, a bilanciare la loro energia, gli introversi colori caldi, come rosso, arancione, giallo.
La luce è uno degli agenti regolatori della serotonina, ormone che regola l'umore e in generale tutte le attività del corpo. Tant'è che alle persone depresse si consiglia di trascorrere più tempo all'aria aperta, alla luce del sole. Tralasciando la componente fisica (i colori che noi vediamo non sono altro che onde elettromagnetiche con una specifica frequenza ed uno specifico spettro), su cui pure si basa, la cromoterapia dà ampio spazio alla dimensione psicologica. Quella dimensione universale che, al di là degli usi sociali e della cultura, ha caratterizzato da sempre il rapporto tra uomo e colore, tanto da entrare anche nel linguaggio comune. "Vedere il mondo rosa", ovvero in modo ottimista, o "tutto nero", da pessimisti. "Verde come la speranza", come tutto ciò che è nuovo, giovane, che può crescere, modificarsi. "Grigia" è la giornata in cui ogni cosa è spenta. La cromoterapia sta, da qualche tempo a questa parte, affermandosi tra le terapie naturali, sebbene talvolta la si utilizzi con eccessiva faciloneria. I modi principali di uso della terapia del colore sono:
- il bagno di colore, che utilizza la luce per stimolare tutto l'organismo, di solito per disturbi non gravi. Il bagno di luce verde, ad esempio, viene usato per le terapie di rilassamento. La scelta del tipo di radiazione da utilizzare nel bagno di colore deve tener conto della situazione generale entro la quale si manifesta la disarmonia.
- l'irradiazione totale, una terapia globale (di terreno): attraverso apposite apparecchiature si irradiano contemporaneamente più zone cutanee, utilizzando luci di diverso colore.
- l'irradiazione su una zona specifica, in cui l'intervento è focalizzato sulla zona in disequilibrio energetico (malata). È fondamentale individuare l'esatto problema per irradiare con le luci appropriate (irradiazioni a livello degli occhi possono giovare allo stato emotivo)
- le irradiazioni secondo i punti di agopuntura: al posto degli aghi si utilizza la luce colorata. Viene utilizzata per rinforzare l'energia mancante.
- solarizzazione dell'acqua: l'acqua solarizzata si ottiene mettendola in contenitori di vetro perfettamente trasparenti, che vengono irradiati con luce colorata. L'acqua così trattata viene poi utilizzata per impacchi, gargarismi o come bevanda.
Nell'applicare i vari metodi bisogna sempre tener presente che l'avversione o la forte attrazione per un colore è indice di una compensazione, in eccesso o in difetto, e quindi non deve essere ignorata. L'uso del colore, oltre a giovare in presenza di specifiche patologie, come artrosi, dolori muscolari, problemi di insonnia, dermatologici, digestivi… applicato all'abbigliamento può dare una vera e propria svolta anche al modo di vivere se stessi in ambito lavorativo. Il test dei colori applicato all'abbigliamento consente di individuare i colori che rafforzano la stima di sé e l'immagine interiore, quelli che danno più equilibrio, quelli più discordanti con la propria immagine interiore. L'utilizzo sapiente è in grado di produrre effetti davvero interessanti. Durante una lezione un partecipante al corso aveva manifestato una certa avversione contro il marrone. Agente di commercio, vestiva prevalentemente di blu e grigio. A chi lo osservava, dava l'impressione di una certa rigidità, contraria a come egli si sentiva. Dopo il test, che aveva invece evidenziato nel marrone e nel giallo i colori più favorevoli all'espansione della sua energia, ha scelto ed indossato abiti con tonalità di marrone che gli piacevano, una cravatta con disegni su fondo giallo-senape. Quando si è presentato alla lezione così vestito tutti lo hanno percepito più "naturale", più "spontaneo", più "simpatico", fino a più "bello". E questa stessa immagine veniva percepita anche dai clienti, che ovviamente lo accoglievano con maggiore disponibilità.

L'intervista: la Cromoterapia fa bene se…

Immagine Intervista a Bruno Daniele, docente in Tecniche di Comunicazione non verbali, Cromoterapia, Musicoterapia. Guida Supereva in Arteterapia.


Come definiresti la Cromoterapia?
"La cromoterapia rientra in quelle discipline terapeutiche antiche non prese più in considerazione, per motivi storico-evolutivi, per secoli. Oggi grazie al totale rinnovamento in corso e che investe molti piani di consapevolezza dell'essere umano, anche la cromoterapia rinasce in un contesto, però, alquanto ibrido e non indenne da con-fusioni e speculazioni. Noi, se pur inconsapevolmente, ci serviamo sempre della cromoterapia o cura con il colore. Basta pensare alle volte che scegliamo un abito con un colore particolare perché "proprio quello ci fa star bene" o quando scegliamo di dare colore alle pareti di casa partendo da una scelta emozionale o ancora, quando per sentirci bene, facciamo una passeggiata nel verde di un bosco o tra l'azzurro del cielo e del mare...in un certo senso, anche in quelle scelte, c'è in atto l'azione della luce e del colore".
Questa disciplina, come altre - musicoterapia, idroterapia etc. - ha riconosciuti effetti positivi, oltre che sullo stato psicologico, anche sulla salute fisica?
"Gli effetti positivi sul piano organico e non solo psicologico, pare che ormai, siano ampiamente riconosciuti da una larga fascia di utenza e di esperti di moltissime discipline sia mediche. Purtroppo, c'è da dire che non esiste un'adeguata sperimentazione che possa, tramite ampie casistiche dare vita ad affidabili raccolte di dati. Questo è un vero handicap che non si riuscirà a superare fintanto che la cromoterapia, come le altre discipline da te citate non avranno un regolare riconoscimento ed inserimento nell'ambito della pratica medica".
A chi fosse interessato a sottoporsi a sedute, cosa consiglieresti? (ovvero, quali requisiti dovrebbe tener presenti per essere certo che si tratti di una cosa 'seria', e non improvvisata)
"Bella domanda! È un momento difficile anche per la cromoterapia. Ti faccio questo esempio. Alcuni mesi fa fui chiamato da un centro benessere che aveva attrezzato una sala per la cromoterapia. La direttrice di questo centro si vantava di aver acquistato il meglio in fatto di diffusori di luce colorata. Bene, sai cosa trovai in quella sala? Una lampada da salotto dell'Artemide consigliata dall'architetto che aveva ristrutturato quel centro. Una lampada costosissima ma completamente inutile. Per poter essere abbastanza sicuri che si tratti di una cosa seria, bisogna cercare di capire se la persona che ci sta dinanzi sia veramente seria e preparata. L'approccio a sedute di cromoterapia, prevede un'anamnesi dettagliata e complessa, richiede una preparazione adeguata del paziente o assistito e bisogna stare molto attenti quando si promettono facilmente strabilianti risultati. Inoltre, la cromoterapia inserita "seriamente" in un protocollo d'intervento olistico, è quasi sempre accompagnata da altre tecniche. Attenzione anche alle richieste economiche molto esose".
Quale formazione dovrebbe avere chi volesse imparare questa tecnica?
"I percorsi formativi possono essere diversi. Ci possiamo trovare davanti ad un medico, uno psicologo o psichiatra, o possiamo dare la nostra fiducia ad un naturopata. L'importante è che alle spalle del professionista deputato alla nostra cura ci sia una solida e comprovata preparazione...attenzione ai centri di estetica che considerano la cromoterapia alla stregua di un trattamento di bellezza...ne stanno combinando di pasticci in questo senso".
Consigli pratici
"Consigli pratici? Siamo in un momento in cui l'informazione è a disposizione di tutti. È importante presentarsi informati ad un approccio cromoterapeutico: se siamo informati sulla disciplina sarà più facile poter stabilire se la persona che abbiamo contattato è degna della nostra fiducia".
Dovendoti definire con un colore, quale colore sceglieresti, e perché?
"Se mi hai chiesto un colore che sento rispondente per me...allora è il blu cobalto. Ma il colore che scegliamo o che sentiamo rispondente a noi, varia con il tempo. Segue le nostre "crisi di vita" i nostri mutamenti".
Concludendo…
"L'esperienza del colore inserita in un programma più ampio che riguarda le Tecniche Relazionali Creative, può stimolare a grandiosi mutamenti positivi. È tempo di imparare a leggere le nostre emozioni, i nostri pensieri, le nostre azioni anche in termini di luce e colore e questo allenamento ci avvicinerà ad una comprensione della vita che è un primo grado di 'Chiara Visione' o chiaroveggenza che si voglia dire... ma quella vera... non quella dei maghi della televisione".

Per scoprire la luce interiore
(Bruno Daniele. Trovi i suoi articoli all'URL guide.supereva.it)
Lasciando gli improvvisati al loro destino, desidero dedicare le righe che seguono a quanti vogliano sperimentare un esercizio davvero fantastico e che ci collega intimamente alla luce, la luce interiore: primaria fonte di energia. Non negando l'importanza di fari, faretti, mixer luci ed aggeggi vari, ritengo necessario suggerire che bisognerebbe iniziare proprio dalla luce che può essere evocata - generata, solo con le proprie forze. Si procede così: in un luogo al riparo da rumori ed interruzioni (spegnere telefoni, telefonini, suonerie e congegni vari) ci si distende, possibilmente non avendo cuscini sotto la testa, e ci si lascia in silenzio qualche minuto. Occhi chiusi, silenzio ed ascolto di se stessi. Ascoltiamo di noi ciò che da noi emerge. Potranno sorgere immagini oppure no, non importa. Gradualmente procederemo a rilassarci, ma molto lentamente, richiamando l'attenzione su ogni parte del nostro corpo, dai piedi alla testa e di nuovo verso i piedi, e comandando ai nostri arti, organi, apparati, di stare calmi, rilassati, quieti. Respiri lenti ma continui. Avvertiremo, dopo pochi minuti, che il corpo si sta acquietando. Ora bisogna immaginare che all'interno dei nostri occhi ci sia uno schermo e lì facciamo sorgere una luce. A questo punto potranno accadere molte cose. C'è chi non riesce ad andare oltre il buio, chi subito vede una luce colorata, chi è attorniato da immagini. In questo spazio è praticamente impossibile poter prendere in considerazioni tutte le varianti che possono essere tante quante sono le persone che proveranno questo esercizio. Mi limiterò a suggerire il modo di condurre l'esercizio e basta. Per le varianti, le domande, i dubbi e le perplessità… scrivetemi e risponderò personalizzando la prassi dell'esercizio. Dunque, l'importante è cercare di evocare una luce bianca, una luce bianchissima, più splendente ed intensa di quella del sole. Questa luce, bisogna guidarla e lasciarla diffondere - effondere, in ogni parte del nostro corpo. Questa luce deve massaggiare, carezzare, riscaldare il nostro corpo. Una variante bellissima consiste nell'evocare la luce bianca, al centro del nostro cuore e di là lasciarla diffondere in tutto il corpo. Sarei felice poter ricevere vostre impressioni e considerazioni una volta che avrete provata a fare questo esercizio per almeno sei, sette, otto volte. Buon lavoro di autotrattamento cromoterapeutico.
(tratto da: "Equivoci della Cromoterapia")


Bruno Daniele
Bruno Daniele ha 41 anni, vive e lavora a Napoli. Si occupa di Tecniche Relazionali Creative. "Tutto iniziò per gioco, apparentemente per caso. Insegno, pratico e scrivo di suoni, colori, emozioni, sensazioni e quant'altro possiamo immaginare che ci possa aiutare a vivere con gioia e positività la meravigliosa avventura della vita. Uno dei miei grandi interessi è 'L'innamoramento'. Sì, proprio l'innamoramento come forza propulsiva e guaritrice. Di tanto in tanto pubblico qualche libro, presento mostre di quadri cromoterapeutici. Lavoro molto con i bambini, con migliaia di bambini negli ultimi quattro anni. Sono felice di quello che faccio".
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